Cyntra, terra delle nebbie

Sessione 28

Cyntra by torchlight

“È suprema tranquillità, perché non soggiace ai despoti, i quali, ancora sulla sua superficie stessa, possono invece continuare ad esercitare iniqui diritti, e battersi, e divorarsi, trasportandovi tutti gli orrori terrestri. Ma a trenta metri sotto il suo livello, la loro influenza si estingue ed il loro potere scompare! Ah, signori, vivete, vivete nelle viscere della terra… Lì soltanto, c’è indipendenza!" – Tratto dall'ultimo discorso del capitano Vornes, traditore della corona e pirata del sottosuolo.

A nessuno piace particolarmente essere sotto costante pressione. Soprattutto se questa pressione deriva dall'incombente consapevolezza che ci sono delle vite, là fuori, che dipendono esclusivamente dalle nostre azioni future. Questo gli Onesti lo sanno bene, ed è proprio per questo che piuttosto che aiutare chi pazientemente aspetta il loro aiuto, decidono che è meglio per la salute mentale del gruppo non farsi troppo coinvolgere dai sentimentalismi, e passare ad altro. Se mi state leggendo, anime in pena in attesa di aiuto, non abbiate paura. Gli Onesti arriveranno in vostro soccorso, prima o poi.

La missione di oggi prevede infatti la discesa nell'ennesimo fetido buco dimenticato, alla ricerca di una spada abbandonata da tempo.

Partecipano alla spedizione: Amitur, Baldo, Ben e Duline.

Grazie alla parlantina sciolta e convincente, i nostri eroi riescono a strappare un buon prezzo all'antiquario che assegna loro il lavoro. La missione consiste nella ricerca di un'antica lama di cui si hanno solo notizie epistolarie, sepolta tra qualche rovina fra le montagne. Dopo i rapidi preparativi e l'immancabile colazione abbondante, il gruppo è pronto per l'azione.

Il percorso disegnato sulla mappa costeggia alcune zone del bosco Fatato che i nostri eroi si sono premuniti di evitare accuratamente da dopo l'incontro con la ninfa. Marciando a fianco degli imponenti alberi si può intuire il motivo di tale preoccupazione: fauni, pixie e soldati imperiale disposti a mo' di decorazione sulla punta di pali insanguinati. Qualcuno si muove e si lamenta ancora. Gli Onesti distolgono lo sguaro e passano oltre al territorio controllato dai Centauri per sfociare in quello un tempo usato dai ragni come territorio di caccia. Qui però vengono accolti a braccia aperte da alcuni messaggeri a otto zampe che portano loro doni appiccicosi.

E' passata l'ora di pranzo quando il carro si ferma nel punto indicato dalla mappa. Il cupo ingresso di una grotta, decorato con sculture primitive e minacciose, si staglia di fronte a loro, invitandoli nell'oscurità. Gli Onesti accettano.

I corridoi della grotta sono umidi e scoscesi, costringendo il gruppo ad una lenta discesa, aiutati solo dalla flebile luce delle torce. E' difficile tenere il conto del tempo che passa senza alcun riferimento, e quando mettono piede nella prima grande grotta naturale sembrano passate ore. La stanza si dirama in altri corridoi, mentre al centro riposa una lapide di pietra sul quale è scolpita una grossa spada di pietra. Gli Onesti sono rincuorati di essere sulla strada giusta, ma il costante raschiare sulle pareti tutto attorno a loro è tutt'altro che rassicurante. Alcuni grossi scarafaggi scappano verso le crepe nei muri mentre gli avventurieri si avvicinano, e ad un secondo e più attento esame, notano che la lapide e tutte le pietre attorno a loro sono come corrose e levigate. Gli Onesti estraggono le armi e continuano ad avanzare.

Man mano che si fanno strada dentro il complesso sono sempre maggiori gli insetti, questa volta morti, che decorano i pavimenti. Improvvisamente Ben ferma il gruppo, notando moltissime particelle di polvere luccicante sparsa a terra, in corrispondenza dei mucchi di insetti. Immaginando che si tratti sicuramente di una trappola, il kitsune tenta di capirne il funzionamento, per ritrarsi un attimo dopo quando percepisce gli incantesimi offensivi che tentano di agire sul suo corpo nel processo. Dei rumori di passi e delle voci interrompono l'esaminazione, e il gruppo si mette in formazione difensiva. Dal fondo del corridoio appaiono tre piccole figure deformi, come uomini, ma con escrescenze e articolazioni grottesche e impossibili.

I tre comunicano in una lingua sconosciuta al gruppo, ma, dopo un attento esame della pronuncia, convengono che si tratti di una lingua del piano della terra. Il piccolo elementale evocato sotto le minacce dei misteriosi esseri è in grado di agire da interprete fra le due parti prima che si passi alle lame. Non appena gli Onesti nominano la spada che stanno cercando, gli esseri blaterano qualcosa a proposito dei loro padroni, e invitano gli Onesti a seguirli fino al loro villaggio prima di prendere decisioni autonome.

Gli uomini deformi guidano gli onesti attraverso le gallerie, aiutati solo da una bizzarra lampada viola che non sembra emettere luce. Il gruppo attraversa un ponte di corda su un profondo baratro buio, e gli Onesti si ritrovano al centro di una piazza circondata da case e cunicoli scavati dalla pietra. Di fronte agli avventurieri la pietra inizia a brillare di una debole luminescenza, e dal terreno prendono forma quattro esseri longilinei e bizzarri fatti di una pietra sottile e vagamente fosforescente, che, esprimendosi nella lingua comune, accolgono gli avventurieri.

Gli Onesti, incuriositi e titubanti, chiedono le direzioni per l'oggetto che cercano agli esseri. Purtroppo non sembrano essere intenzionati a fornirle, poichè si tratta di un oggetto che bramano da tanto tempo e del quale, purtroppo, non sono riusciti a cibarsi prima che quella zona delle gallerie cadesse in mano agli insetti e ai mostri. Sempre più confusi e curiosi, gli Onesti continuano a fare domande. I quattro Luminofagi (questo il loro nome) dimostrano la loro natura assorbendo con il semplice tocco il la luce emessa dalle torce degli avventurieri. Il pezzo di legno continua a bruciare, ma la fiamma ha perso completamente il suo colore. Anche i mostri si dimostrano molto incuriositi al mondo dal quale vengono gli Onesti, soprattutto dopo che gli è stato mostrato il legno, dal quale può scaturire una fiamma luminosa, e le abilità di Amitur, in grado di usare i suoi poteri per evocare la luce. I Luminofagi accettano di indicare agli Onesti la strada per la spada, in cambio di una fornitura di legno e luce.

Gli avventurieri accettano entusiasti, ben attenti a non nominare il fatto che in superficie ci sia un'enorme palla gialla che emette perennemente luce.

I mostri scortano i nostri eroi fino a un grosso pozzo, coperto da una pietra che viene sollevata senza sforzo da uno dei luminofagi. Gli Onesti sono invitati a scendere dalla pericolante scala a pioli che viene calata nel buio, e uno dopo l'altro scendono fino in fondo al fatiscente buco. Prima che possano accorgersi dell'errore commesso fanno in tempo a dare una breve occhiata all'ambiente circostante, dove le uscite sono state murate e a terra giacciono innumerevoli cadaveri decomposti: insetti, umani, ma anche drow.

"Torneremo a prendervi quando sarete ben essiccati" è l'ultima cosa che sentono gli avventurieri prima che i mostri richiudano il tappo sopra di loro. Lunghi momenti di panico serpeggiano fra gli Onesti, che disperatamente cercano vie di fuga fra gli anfratti del pozzo. Alla fine decidono di agire con razionalità ed esaminare attentamente l'ambiente circostante. Decidono di procedere attraverso una delle porte bloccate, cercando di liberare il passaggio dal crollo di massi, percependo dall'altro lato una forte energia magica.

Ci vogliono molte ore di lavoro, ma gli irriducibili avventurieri scavano un passaggio sufficiente a strisciare fuori dal buco. Gli Onesti si trovano all'interno di un grosso salone infestato da grossi scarafaggi che subito li assalgono affamati. Gli insetti non sono un problema per gli Onesti, che esaminano la stanza dopo aver ripulito le lame dal sangue. Molti bassorilievi raffigurano alcuni elfi o drow che scacciano i Luminofagi con una grossa spada. Un portone di pietra separa il gruppo dalla fonte magica percepita poco prima.

Le pesanti ante di pietra si spostano a fatica, rivelando il sepolcro nascosto dietro alla spessa roccia. Un lungo sarcofago è poggiato a terra, sopra il quale giace la lama tanto agognata. Ai piedi della scalinata che conduce ad essa però, una sorpresa. Due di quelli che hanno tutta l'aria di essere scarafaggi delle dimensioni di un uomo adulto siedono sugli scalini giocando a dadi.

Gli Onesti, confusi, si avvicinano. Quello che segue è un breve battibecco per il possesso della spada. I due autoproclamatisi "cavalieri delle profondità" sono ben contenti di sfidare gli Onesti a dadi per il possesso della spada. Gli avventurieri soppesano attentamente la richiesta, indecisi se accettare la sfida o semplicemente massacrare i due strani abitanti di questo buco pericoloso. Alla fine prevale il brivido del gioco, coadiuvato dalle numerose spade già in possesso dei due insetti, e la partita ha inizio.

I due insetti hanno però una fortuna sfacciata al gioco, e vincono quasi tutti i round di dadi spogliando gli Onesti di un'arma dopo l'altra, lasciando agli avventurieri solo le briciole. A gara conclusa Baldo tenta di comprare la spada dai due mostri offrendogli la giara con dentro gli occhi del vecchio tecnomante ucciso diverso tempo prima. Gli occhi dell'insetto brillano, e accetta volentieri lo scambio.

GLi Onesti raccolgono la spada e fuggono a gambe levate dalla grotta, con l'intento però di, prima o poi, tornare a vendicarsi. Prima o poi.

Missione compiuta.

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