Cyntra, terra delle nebbie

-- Intermezzo --

Terra di neve e sangue

"Capitano, ho un brutto presentimento…"

La giovane recluta passa al vecchio ufficiale la pargamena con il rapporto degli esploratori. L'uomo sbuffa, tira un soffio dalla sua fidata pipa e con fare preoccupato si volta verso il resto degli ufficiali a cavallo, pronti a scattare in qualsiasi attimo. La tensione nell'aria è insopportabile. Da ore gli uomini sono barricati dietro alle trincee e palizzate, in attesa della inevitabile carica nemica. I centauri sono famosi per non fare prigionieri.

Quando il corno da guerra risuona per la radura la guarnigione imperiale è infreddolita e impaurita. Dalla fitta nebbia si ode il rumore dei pesanti zoccoli. Una guardia urla la ritirata dal fianco destro.

Drow.

Una trappola.

I ranghi si stringono mentre le urla di dolore degli uomini massacrati dagli elfi oscuri si fanno sempre più alte. Sovrastate dal tuono, la tempesta che è una carica di centauri pronta a travolgere la fragile linea di scudi e lance delle armate imperiali. Puoi solo sperare che sia il tuo vicino nella falange a subire l'impatto della lancia, mentre tu tenti di trafiggere la bestia prima che tu venga schiacciato dal resto del corpo del mostro al galoppo.

Per alcuni lunghi istanti nessuna traccia dei drappi del nemico attraverso la nebbia.

Quando compaiono però, è già troppo tardi.

In lontananza i vessilli dei centauri cominciano a cadere, uno a uno. Il rumore degli zoccoli si fa sempre meno impetuoso, sostituito dal rumore di urla e acciaio. Gli armigieri imperiali serrano i ranghi mentre tentano di capire cosa stia succedendo, e pochi attimi dopo la pianura si è trasformata in una casa stregata.

Dalla fitta nebbia emergono quegli esseri, alieni e imperscrutabili.

Affamati.

I soldati sentono la morsa del freddo. La sensazione che non si tratti più di una battaglia, ma di un terreno di caccia.

Un bagno di sangue.

Quando le creature finiscono di banchettare il caos lascia spazio alla noncuranza del bosco. I primi corvi si posano sugli elmi spezzati e sui corpi devastati, cominciando a beccare via la carne ancora calda.

Nessun superstite.

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